CANZONE

DELLE LODI DI

MADONNA

TENERINA


nella quale, con gran stupor delle genti,

vengono cantati gli strani e ma-

ravigliosi accidenti della vita sua.

Or ch'io son fra sì compita

Compagnia, degna e gradita,

Vo' cantar tutta la vita

Di madonna TENERINA.

Oh, quant'era tenerina!


Questa donna fu lucchese,

Ma chi dice ferarese,

Io la tengo bolognese,

Mantovana o fiorentina.

Oh, quant'era tenerina!


Pur chi dice fu d'Ancona,

Chi da Bressa o da Verona,

Chi da Siena o da Savona,

Chi pavese, chi trentina.

Oh, quant'era tenerina!


Chi vuol ch'ella sia romana,

Chi la fa napoletana,

Da Treviso o vinitiana,

Parmegiana o piacentina,

Oh, quant'era tenerina!


Chi la finge da Ravenna,

Chi da Fan, chi da Cesena,

Chi da Urbin, chi da Bolsena,

Da Palermo o da Messina.

Oh, quant'era tenerina!


Chi la chiama da Murano,

Chi la noma da Milano,

Chi l'afferma da Bassano,

Chi la vuol da Terrazina,

Oh, quant'era tenerina!


Un autor la fa da Reggio,

Un da Carpi, un da Correggio,

Ma se ben considro e veggio

Fu imolese, o faentina.

Oh, quant'era tenerina!


Hor, sia stata genovese,

Lodesana o modonese,

Lassiam stare il suo paese,

E seguian la romancina.

Oh, quant'era tenerina!


Fu costei sì delicata,

Che pareva esser formata

Di butir, o di gioncata,

O di pasta zuccarina.

Oh, quant'era tenerina!


Se mangiava o se beveva,

Se veggiava o se dormeva,

Ogni cosa gli noceva,

Come fosse di puina.

Oh, quant'era tenerina!


A lavare una insalata

Restò tutta slombolata,

E ste' male una giornata,

Per gridare a una gallina.

Oh, quant'era tenerina!


A voltarsi per il letto

Si ammaccò le spalle e 'l petto,

E a piegare un faccioletto

Sinistrossi una mattina.

Oh, quant'era tenerina!


A tirarsi su un scoffone

S'ammaccò tutto un gallone,

E per movere un bastone

Stè tre giorni a testa china.

Oh, quant'era tenerina!


A schiumare una pignatta

Venne tutta contraffatta,

E a mandar fuora la gatta

Si sconciò d'una puttina.

Oh, quant'era tenerina!


In un ramo di finocchio

Si squarciò tutto un ginocchio,

E cavossi quasi un occhio

In un drappo d'ortighina.

Oh, quant'era tenerina!


A mondar eun po' di lente

Se gli prese un accidente,

E moriva certamente

Se non era una vicina.

Oh, quant'era tenerina!


A levare una fistuca

Venne verde come ruca,

E si ruppe in la lattuca

Una gamba, oh poverina.

Oh, quant'era tenerina!


A serrare una finestra

Stroppiossi la man destra,

E a salare una minestra

Tramortì nella cucina.

Oh, quant'era tenerina!


A infilare una collana

Sudò tutta, oh cosa strana,

E gli venne la quartana

Per andar fino in cantina.

Oh, quant'era tenerina!


A volersi tor del pane

Sentì doglie acerbe e strane,

E stè mal tre settimana

Per slegar euna fassina.

Oh, quant'era tenerina!


A volersi tor da bere

Bisognò porsi a sedere

Né si puotè riavere

Più quel dì, quella meschina,

Oh, quant'era tenerina!


A voltare una frittata

Restò tanto travagliata

Che del certo era spirata

Se non era sua cugina.

Oh, quant'era tenerina!


A sentire un gal cantare

Stè tre dì di non mangiare,

E se volse ritornare

Bisognò tor medicina,

Oh, quant'era tenerina!


A cavarsi la camisa,

Che mi tocca pur le risa,

Scorticossi, di tal guisa

Che pareva una gattina.

Oh, quant'era tenerina!


A tirarsi su i capelli,

Sentì al cor sì gran flagelli

Che parean tanti coltelli

Che passasser la tapina.

Oh, quant'era tenerina!


A soffiare un dì nel foco

Venne manca a poco a poco,

Né si venne al fin del gioco

Ch'ella andò quasi in ruina.

Oh, quant'era tenerina!


Al fin, questa sventurata,

Sendo tanto delicata,

Annegossi in la rugiada,

Stando al fresco una mattina.

Oh, quant'era tenerina!


Tosto ch'ella fu sbasita,

Di persona un'infinìta

Corser quivi all'espedita

Come fiumi a la marina,

Oh, quant'era tenerina!


E piangevan la sua morte

I cognati e 'l suo consorte,

E vi occorsero a tal sorte

Di parenti una vintina,

Oh, quant'era tenerina!


Piangea forte la Mattea,

La Bernarda e la Taddea,

E la zia Pantesilea,

Con l'Ottavia e l'Orsolina.

Oh, quant'era tenerina!


Sospirava la Giovanna,

La Francesca e madonn'Anna,

La Lavinia e la Susanna,

La Lucretia e la Giustina,

Oh, quant'era tenerina!


Dite voi dell'Isabella,

E di donna Gabriella,

Della Silvia e della Stella,

E di donna Faustina,

Oh, quant'era tenerina!


Lacrimava l'Isabetta,

Con madonna Nicoletta,

E madonna Boccastretta

Si dogliea con la Tonina,

Oh, quant'era tenerina!


Hor diciam della Riccarda,

E di donna Leonarda,

Se piangeano alla gagliarda

Con la Laura e la Sandrina,

Oh, quant'era tenerina!


Gran passion n'havea la Scilla,

E madonna Dimitilla,

La Leonora e la Camilla,

La Mingarda e la Mantina,

Oh, quant'era tenerina!


Corse al fin ogni parente

Per veder tal accidente,

E piangean dirottamente

La sua morte repentina.

Oh, quant'era tenerina!


E, presente la brigata,

Fu da' medici sbarrata

E trovar che la corata

Era fatta di puina.

Oh, quant'era tenerina!


E perciò la meschinella

Era tanto morbidella,

Ch'ogni cosa dava a quella

Noia, affanno e disciplina.

Oh, quant'era tenerina!


Ond'io poi, non per mia boria,

Né per pompa o vanagloria,

Ma per far di lei memoria

Componei sta canzoncina.

Oh, quant'era tenerina!


E vi prego, con amore

A portar sempre nel core

Giorno e notte a tutte l'hore

Questa nobil cittadina.

Oh, quant'era tenerina!


Hor, andate tutti a spasso,

Car signori, che qui lasso,

E col verso qua non passo,

Ch'io son gionto alla confina.

Oh, quant'era tenerina!


Il FINE