FAVOLE

ED HISTORIE

D'HUOMINI ILLUSTRI,

con le virtù e severità loro. Sonet-

to historico, poetico e senten-

tioso.

Tito figliolo fu di Vespasiano,

E Tiberio di Roma imperatore,

Fu Torquato guerrier d'alto valore,

E Tarquino superbo ed inhumano;


Temistocle fu degno capitano,

E Terentio dottissimo scrittore,

Con Tuglio fecondissim' oratore,

E Teresio indovin', ch'era tebano.


Tantalo fu crudel e dispietato,

E de l'Aurora amico era Titone,

E re di Calidonia era Taddeo,


Titio fu ne l'inferno condennato,

Tifo fu un eccellente marangone,

E fu dal ciel fulminato Tifeo.


Di Platone e Timeo

Un libro, presentato a Feravante

Da Oreste ucciso fu Titon gigante.


Gran pittore Timante

Fu, e del figliol vendicatrice,

E Tisbe di se stessa ucciditrice.


Torpea fu traditrice,

E Timatide nuncio de li Dei,

E Tedro fu crudel tra tuti i rei.


Città di Galilea

E' Teberiade, e Tiberino

Castel d'Italia post' in loco aprico.


Turno fu gran nimico

D'Enea e del figlio; e fu ucciso Titone,

E Titide fu figlia di Tirone.


Fu pur Talasione

Dio delle nozze, e trombetta marino

Tritone fu, e Telamo indovino.


Del regno saladino

Signor Telemon fu mentre che visse,

E Telamacho fu figliuol d'Ulisse.


Quel che di Roma scrisse

Titolivio, e fu nobil padovano,

E Teutero, cortese italiano.


Fu liberal Traiano,

E forte Troilo, amico a Mitridato,

Tigrate e Troia furon già cittade.


Specchio di gran bontade

Fu il grand' Augusto, magn' imperatore,

Pieno di carità e di valore.


Di pena e di dolore

A Roma fu il spietato Nerone,

Privo d'ogni pietate e compassione.


E senza religione

Fu l'empio Domitian, crud' ed ingrato,

Che per sue tirannie ei fu ammazzato.


Ma più benigno e grato

Era Adrian, pien di gratia e bontade,

Ma verso sé crudel, senza pietade.


E con più maestade

Vien Costantino, pien di libertade,

Donando il suo tesor con caritade.


Specchiodi crudeltade

Tieste fu, e cognato d'Anteo,

E cosmografo fu il gran Tolomeo.


Con Ercole e Teseo

Giù ne l'inferno, il primo carattiero

Fu Tittolemo, con Tenacle altero.


Re crudo, aspro e severo

Totila fu, spietato con Dimone,

Una furia infernal è Tesifone.


Fonte de l'amazzone

E' Tremedonte, e n'hebbe già trastullo,

E poeta eccellente era Tibullo.


Al pasto di Lucullo

Vi furon tortor, con tattare e trute,

E scaltrito e tristo era Margutte.


Fra l'altre donne tutte,

Vi è Tenachil, d'alta virtù lodata,

E Tebe fu da Cadmo edificata.


Temi fu venerata

Per Dea marina, e Talia è una diva

Di quelle pur della castaglia riva.


In sonar ben la piva

Titiro pastor fu molto eccellente,

E con Tirsi e con Ton son concorrenti.


E' tutta questa gente

Parte in filosofia chiara e famosa,

Parte nel coltivare industriosa.


Parte era timorosa,

E parte era tremenda, era temuta,

E per tale era tolta, era tenuta.


Tal che a la risoluta

Varij humor sempre furno, e ne saranno

Nel presente e passato e ne verranno.


IL FINE