INVITO

GENERALE

CHE FA

LA CAMPANA

GROSSA

DEL TORRAZZO


A tutti gli artefici, che debbano levarsi

a buon'hora la mattina per andare

a bottega,


se non vogliono giostrare con l'appetito

e combattere con la fame.

INVITO FATTO

DALLA CAMPANA

DEL TORRAZZO

a tutti gl' artigiani

esortandogli all'andare a bottega.


La campana del torrazzo,

La mattina quando suona,

Proprio par che 'l cielo intuona,

E che dica in suo parlare:

Su, su, tutti a lavorare.”


Su, su, dunque, oh calciolari,

Non dormite, ch'egli è giorno,

Ma ciascun facci ritorno

A trapunger le tomare.

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, oh marangoni,

Non udite la campana

Che vi chiama a voce piana

A le seghe e ale manare?

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto oh speciali,

Ritornate a i bossoletti,

A i compositi, a i confetti,

E le cure a preparare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto marescalchi,

Camminate a la fucina,

Ch'egli è hormai mezza mattina

E v'è un barbar da sellare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi filatoieri,

Non dormite come scogli,

Ma le trame, con gli orsogli

Gite a torcere e a binare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che fate getti

Di campane e candelieri,

Ritornate a i lavorieri,

E i metalli ad affinare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancor voi ballonari,

A tagliar capre e montoni,

E cucite gli balloni,

Che non s'habbino a sgonfiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancor voi librari

Che vi piace a dormir tanto,

A bottega andate intanto,

Che v'è un Plinio da legare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su ancor voi stampatori,

Ritornate a le cassette,

E a corregger le formette,

Ed il torcolo a tirare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, fabbri, non dormite,

Ma sbalzate a far de' chiodi,

E quei mazzi grossi e sodi

Su l'incudi a risonare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su presto voi merciari,

Con i vostri martelletti,

E serrate gli stringhetti,

Che non s'habbin a sferrare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto voi beccari,

Riducetevi a i macelli,

A coppar manzi e vitelli,

E le giunte accomodare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto voi sartori,

Ch'a dormir non si lavora,

Ma l'agocchia e la cesora

Cominciate a travagliare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancor voi armaruoli,

Che formate corsaletti,

E manopole e zucchetti,

Per i bravi da portare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che fate corde,

Da liuti, cetre e lire,

Se vorrete ogn'hor dormire

Non havrete da pappare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su , ancora voi magnani,

Non tenete i capi gravi,

Ma a far gite toppe e chiavi,

Ed i mantici a soffiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che fate schioppi,

Corti e lunghi d'ogni fatta,

Né aspettate che la gatta

Ve li venghi a trivellare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi, oh dipintori,

Che con nobil inventive

Di bei scorci eprospettive

Fate ogn'un trasecolare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su,. Su, hormai signor banchieri,

Con le borse a i banchi andate,

Perché già stan le brigate

Con le polizze aspettare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, signor scolari,

Su, lasciate i letti caldi,

Ed i Bartoli co i Baldi

Gite hormai a squinternare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, fisici eccellenti,

C'hormai è mezza mattina,

E l'infermo a testa china

Già comincia a sospirare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, voi scultori,

A formar statue ed impronti,

Hor de' vivi, hor de' defonti

Per lor fama immortalare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi cavallerizzi,

Che sì destri e sì leggieri

Insegnate a li corsieri

Far carriere e corbettare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi procuratori,

A le cause, a gl'instromenti,

Che già i poveri clienti

Son nel studio a passeggiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancor signor dottori,

Che la squilla è già sonata,

E la catthedra parata

Per andare a disputare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, musici, non state

Più a dormir, che 'l tempo vola,

E i discepol sono in scola,

Che vorrebbon solfeggiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi oh schermitori,

Che con spade e con brocche

Insegnate i colpi fieri

Da ferire e da parare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ,presto oh ballarini,

Riducetevi a le scole,

E con salti e capriole

Gite il piede a esercitare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che pelle d'oro

D'addobbar camere e sale,

Far solete, sù, che male

Si guadagna a poltreggiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi mastri di scola,

Che insegnate a i fanciulletti

Le tolelle e gli alfabetti,

E gli state a verberare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancora voi, scrittori,

Geometri ed abachisti,

Ch'insegnate a far acquisti

Col partire e col sommare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi fondachieri,

Che tenete magazzini,

Se volete de' quattrini

Non bisogna sdormiazzare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi brentatori,

Con le brente e co i spontoni,

Non dormite da poltroni,

Perché 'l vin si vuol guastare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto voi tintori,

Che tingete seta e lana,

Deh, sentite la campana

Che vi chiama a le caldare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su presto calegari,

Date a torno le vacchette

Che col farle lustre e nette

Più verrete a guadagnare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi, oh strazzaroli,

Che le calze comperate,

Vechie e fruste, e le spacciate

Come nove, ancor più care,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi, signor fornari,

Perché adesso, a dirvi il vero,

Dominate l'emispero

E vi fate rispettare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, lardaroli,

A investir de le budelle,

E salami, e mortadelle,

Che fan bere a tutt'andare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, hormai, oh capellari,

Che cappelli e cappelletti

Lunghi, larghi, tondi e stretti

In più foggie havete a fare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, voi spadari,

Deh, non siate negligenti,

A le lame, a i fornimenti,

A brunire ed a lustrare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, oh pianellari,

Voi, ch'a vedov' e donzelle

Fate zoccoli e pianelle,

Che le fan spesso cascare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che fate carte,

Da tarocchi e da primiera,

Non stancate la lettiera,

Se volete da mangiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi che fate guanti,

A tagliar capretti e cani,

Ma guardatevi le mani,

Che 'l coltel ve la vuol fare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi oh rigattieri,

Che lettiere e credenzoni

Banchi, tavole e cassoni

State in piazza a zavagliare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto oh pentolari,

Ritornate a far scodelle,

Tondi, piatti e catinelle,

E boccali da pisciare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi ch'a le fornaci

State a far tazze e bicchieri,

Ritornate a i lavorieri,

Ed il vetro a liquefare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su presto oh liutari,

E che fate cetre e lire,

Non bisogna più dormire

Se volete da biasciare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su presto, voi barbieri,

A tosare e por ventose,

E le piattol fastidiose

Col mardocco a discacciare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto, profumieri,

A le palle ed a gli odori

Acque nanfe, acque di fiori,

Che fan l'huom innamorare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi, oh lanternari,

Che lanterne e lanternini

Fate grandi e picciolini,

Per la notte da portare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi oh zavattini,

Più non fate i dormiglioni,

Ma bagnate gli tacconi,

Che si possino forare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, tutti, oh pellizzari,

A cucir gite la pelle,

Che le pover vechiarelle

Ben si possin riscaldare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, tutti, oh gioiellieri,

A le perle ed a gli anelli

Che i pendenti ed i gioielli

Fan le spose rallegrare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi oh muratori,

Con le conche e le cazzuole,

Non vedete voi che 'l sole

Già comincia a riscaldare?

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto oh pollaruoli,

Che tenete oche e pavoni,

Galline, anitre e piccioni,

Ne le vostre capponare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, presto oh voi tessiere,

Non dormite, figlie belle,

Ma tornate a le cannelle

E le calcole a menare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, ancora, voi filiere,

Che filate a questi e quelli,

Stando al sol co i molinelli

Tutto il giorno a cicalare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi oh spenditori,

Che nel spendere sete pronti,

Poi nel fare i vostri conti

Sempre v'è da contrastare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, tutti voi speltini,

Che vendete le misture,

Preparate le misure,

Che i villan voglion comprare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, hosti e tavernieri,

A l'arrosto ed a l'alesso,

Ch'a' viandanti ben' e spesso

Gli tornate a riscaldare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi vetturini,

Le carogne preparate,

Che sian magre e scorticate

E ch'in piè non possin stare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, servi, su massare,

Su, su balie, su donzelle,

Non stendete più la pelle,

Che dovreste vergognare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, guattari, su, cuochi,

Data attorno a le scodelle,

A i lavezzi, a le padelle,

A i schidoni, a le caldare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi garzon da stalla,

A sonar la bustacchina,

E la bella Franceschina

Ne la striglia a tutt'andare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su, voi, signor facchini,

Che dormir mai sete stuffi,

E co i sacchi e con i zuffi

Gite hormai a someggiare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su voi, oh ciurmatori,

Cavadenti e cerretani,

Che marmotte, scimmie e cani

Fate in piazza tombolare,

Su, su, tutti a lavorare.


Su, su tutti in conclusione

Ogni sorte d'esercitio

Che 'l dormir è troppo vitio,

Quand'è tempo di veggiare,

Su, su, tutti a lavorare.


E perché voglio finire

Io vi dico chiaro e schietto,

Che se state tanto a letto

Mal havrete da disnare,

Su, su, tutti a lavorare.


E se a me non lo credete,

Io vi lasso e vado via,

Che madonna Carestia

Vi farà ben ingegnare,

Su, su, tutti a lavorare.


IL FINE