LAUDE ALLA

REGINA DEL CIELO

Madre di gratia e di

devotione

Regina santa e pura,

Madre del Redentore,

Che tanto alto favore

A noi dimostri,


Né sol ne gli alti chiostri

Risplende la tua luce,

Ma ancor sei scorta e duce

A noi in terra.


Tu, madre, trai di guerra

Ogn'anima meschina,

Onde ciascun s'inchina

Al tuo bel viso.


Giubila il Paradiso,

E tutto il regno eterno,

E 'l gran Motor superno

Ogn'hor ti mira.


Tu già placasti l'ira

Ch'era tra Dio e l'huomo,

Sol per l'antico pomo

A lui vietato.


Per te ritornò in stato

L'humana creatura,

Qual per sua mala cura

Era perita.


Tu gli desti la vita,

Levandole la morte,

E gli apristi le porte

Del bel regno.


E per dar maggior segno

Al peccator dolente,

Del grand'amor ardente

Che gli porti,


Acciò ch'ei si conforti

E torni a penitenza,

Mostri la tua potenza

In ogni parte,


Facendo larga parte

De le tue gratie sante,

Sì come tante e tante

Hoggi ne scopri,


Ché tutti abbracci e copri,

Sotto il tuo sacro manto,

Per cavarci di pianto

E passione.


A tal, ch'in genocchione

Con mille preci e voti

Veggonsi i tuoi devoti

A giunte mani.


E da siti lontani

Corron le genti a prova,

Tanto gli aggrada e giova

Il rimirarti.


E quindi a supplicarti

Con riverenza stanno,

Acciò del loro affanno

Fuor gli tiri.


E con caldi sospiri

Le genti travagliate

Pregan tua maestate

A consolarle.


E tu non puoi mancarle,

Ch'ogn' hor fusti clemente,

Ma esaudi intieramente

I giusti preghi.


Né mai tua gratia neghi,

Ma sempre porgi ausiglio,

A chi sta in gran periglio,

E in grave pena.


Oh, Vergine serena,

Oh Vergine sacrata,

Vergine immacolata

E benedetta.


Tu sola fusti eletta

Dal creator del mondo

Per torre il grave pondo

A le nostr'alme.


Tu le terrene salme,

Tu gli accidenti tristi

A noi levi e resisti

Ai nostri danni.


Tu da gli occulti inganni

Del perfido Plutone

Difendi a ogni stagione,

I tuoi fedeli.


Tu il tuo favor non celi,

A chi, con puro cuore,

T'invoca a tutte l'hore

E a chi ti chiama.


Tu sei la vera rama

Che produsse quel frutto

Qual sanò il mondo tutto,

Ch'era infermo.


Tu sei l'appoggio fermo

De le miserie nostre,

S'avvien che con noi giostre

Il rio serpente.


Oh stella rilucente,

Oh rosa alta e fiorita,

Qual gratia più compita

Potea darci


Il ciel, che appresentarci

Sì pretiosa gioia,

Perché fuor d'ogni noia

Ogn'hor ne trai.


Chi pate affanni o guai

A la tua immagin' vera

Corre, ch'ivi ne spera

Alto ristoro.


Tal che d'argento ed oro,

Voti, corone e manti,

Vengon da tutt' i canti

Appresentati


Da quei ch'hai liberati

Da varie malattie,

E febbri acute e rie

Ed altri mali.


Si che, per gratie tali,

Santissima Regina,

Ogn'un ratto cammina

A venerarte.


Chi intaglia in pure carte

Il tuo divin aspetto,

Chi canta in bel suggetto

Le tue lodi.


Tu sai, tu vedi ed odi

Fin su nell'alto impero,

Quanto col cor sincero

Ogn'un t'honora.


E quanti, d'hora in hora

Giongono in questo loco,

Tratti dal dolce foco

Del tuo amore.


Però gloria ed honore

A te dian le persone,

Madre di devotione

e di pietade.


Fa' che questa cittade

Ti sia raccomandata,

Acciò sia conservata

Sempre in pace.


IL FINE