ORATIONE

DEVOTISSIMA

E CONTEMPLATIVA

per quelli che vanno

adorare gli Santi Sepolcri

la Settimana Santa

Con cor contrito e puro

Tutto converso in pianto,

A te, Sepolcro Santo,

Hoggi m'inchino.


Oh, loco alto e divino,

Felice e avventuroso,

Che 'l corpo glorioso

E sacratissimo


Del mio Signor dolcissimo

In te serri e rinchiudi,

Quel che quelli empi e crudi

Han posto in croce.


Chi mi darà la voce,

Chi tanto humor a i lumi

Acciò ch'io mi consumi

In lagrimare?


Se 'l ciel, la terra e 'l mare

Se 'l sol, la luna e i venti,

Se tutti gli elementi

Pianser forte,


Perché della tua morte

Non debbo pianger io,

Se sei quel vero Iddio

Che m'ha creato?


Per me sei incarnato

Nel ventre di Maria,

Vergine santa e pia,

Pura ed humile.


Per me in un loco humile,

Privo d'ogni governo,

Nel più gelato verno

Al mondo nato.


Per me dal scellerato

Herode maledetto

A fuggir fosti stretto

Nell'Egitto.


Per me lasso ed afflitto

Pel mondo camminasti,

E per me digiunasti

Nel diserto.


Per me tu fosti offerto

A questo sacrificio,

Con sì grave supplicio

E pena tanta.


Per me la Madre Santa

Lasciasti con Giovanni,

Involta in tanti affanni

E tai dolori.


Per me da' traditori

Fusti legato e cinto,

Mentre ne l'orto accinto

Oravi al Padre.


Per me da quelle squadre

Fusti con strane botte

Battuto tutta notte

E flagellato.


Per me fusti menato

Ad Anna ed ad Herode,

Come se pien di frode

Stato fusti.


Per me da quelli ingiusti

Con mille discipline

Coronato di spine

Aspre e pungenti.


Per me quei sconoscenti

Ti der mille guanciate,

E con dishonestate

T'infamaro.


Per me con duol amaro

Salisti su la Croce,

Con pena così atroce

E così dura.


Per me, vil creatura,

Ti fu passato il petto,

Da quel popol scorretto

Iniquo e crudo.


Per me spogliato e nudo

Privo d'ogni conforto,

Al fin restasti morto

E vulnerato.


Per me fusti levato

Poi giù dal tronco acerbo,

Dov'ogni osso, ogni nerbo

Era dismesso.


Per me al fin fosti messo

Dentro il Spulcro Santo,

Dove stesti, fin tanto

Che tornasti


Dal Limbo, e che cavasti

I Santi Padri fuora,

Conducendo essi anchora

A l'alto Regno.


Però, dolce sostegno

Di quest'anima afflitta,

Non far che derelitta

E abbandonata


Resti, se ben ingrata

Verso te è stata un tempo,

Ch'a te ricorre, al tempo

Del soccorso.


Difendela dal morso

De l'empio tuo nemico,

Dico il serpente antico

E maledetto.


Eccola al tuo cospetto,

Signor, in ginocchioni,

Acciò che li perdoni

I suoi errori.


Oh, Signor de' Signori,

Oh, re de l'universo,

Rivolgi gli occhi verso

La dolente.


Ecco ch'ella si pente

D'haverti fatto offesa,

E del tuo amor accesa

Si disface.


Dalli la Santa pace,

Oh, Redentor superno,

Acciò ch'al foco eterno

Ella non vada.


Drizzala su la strada

D'andar al Paradiso,

Dove con canto e riso

Si sta sempre.


Già par ch'ella si stempre

Nel tuo divin ardore,

E piena di fervore

A sè ti chiama.


Altri che te non ama

Altri che te non vuole,

Che sei suo vero sole

E vera luce.


Di più supremo duce

Preghianti a gionte mani,

Che i prencipi christiani

Ogn'hor difendi.


El santo braccio stendi

Sopra il nostro pastore,

Dalli forza e valore

A custodirci.


Acciò ch'ei possa unirci

Dentro il tuo Santo ovile,

E con devoto stile

Conservarci.


Degnati di guardarci

Da guerra, fame e peste,

E dalle gran tempeste

De sto mondo.


E per quel grave pondo

Che per noi hai portato

Fa' ch'ogn'un sia salvato

In vita eterna.


Oh, Maestà superna,

Oh, Padre omnipotente,

A te sia eternamente

Honor e gloria.

Amen.


IL FINE