PROPOSTE

E RISPOSTE

FATTE

fra huomini e donne

LA DONNA BIZZARRA


Voi, ch'indi rimirate,

Che cosa vi pensate

Per sorte ch'io mi sia

Alla fisionomia?

Mirate questo aspetto,

Che vedrete in effetto

Ch'io son capricciosa

Garbata e coraggiosa,

E questa banda quale

Ho al petto da signale

Del mio bizzarro humore,

Perché tengo entro il core

Strani pensieri apponto,

E ve ne darà conto

Costui che qui vedete,

S'a lui vi rivolgete.


RISPOSTA DELL'HUOMO


Questa è una vanarella,

Che ogn'un burla e uccella,

E vuol far la marchisa

Con bande alla divisa,

E col cimier in alto,

E poi ha il cor di smalto,

E sprezza ogni persona,

Sta donna tienti buona.

Sempre sta alla finestra,

E tira di balestra,

Con l'occhio a questi e quelli,

E in aria fa castelli

E crede esser regina,

Ed è una poverina

Ch'altro non ha in balìa

Che fumo ed albasìa.


LA NINFA CRUDELE


Questa ninfa gentile

Nel viso tutta humìle,

Ma dentro è assai più fiera

Che tigre o d'altra fiera,

Però non v'appressate,

O voi che la mirate,

Che con suoi crudi strali

Dà colpi aspri e mortali,

E se v'accostarete,

Lor punte provarete,

Ch'ove prende la mira,

Irata l'arco tira,

E l'huom fere ed impiaga,

Di questo sol è vaga,

E ben lo prova il petto

Di questo giovanetto.


IL GIOVANE FERITO


Ahimè, che son ferito,

Ahi, fiera, a tal partito

M'hai colto col tuo strale,

Ch'omai morte m'assale,

E parmi uscir di vita,

Se la tua man gradita

Non tra' fuori la saetta,

Ch'al cor mi dà tal stretta.

Ma con chi parlo? Ahi, lasso,

Se tiene un cor di sasso,

E se non cura il pianto

Di me che l'amo tanto,

Anzi, veder le piace,

Tanto sei pertinace,

Ad altrui danno e noia,

E n'hai piacer e gioia.


SOPRA IL FELICE STATO dell'huomo


Lieto e felice stato

Avrebbe l'huomo nato,

Se dentro del suo core

Non albergasse Amore;

Starian liete le genti

E in dolci almi e contenti,

Né s'udiriano i pianti

Che fanno i sciocchi amanti;

Non si farian tenzoni,

Né risse o questioni

Ma il mondo vineria

In festa ed allegria;

Non s'andria gatteggiando

La notte, e biscantando,

Ma sol s'havria diletto

Cenar e andar a letto.


RISPOSTA DELLA DONNA


Voi huomini vi dolete

Ch'Amor nel cor havete,

E che per il suo fuoco

Non ritrovate luoco.

O quanto sete pazzi,

A far simil schiamazzi:

Se pena vi comparte

Lasciatel gir da parte,

Over fate come noi,

Che curiamo poco i suoi

Dardi, strali, archi e saette,

Ma le habbiam per barcellette,

E attendiamo all'esercicio

Della casa ed a l'ufficio

Che per noi è preparato,

E lasciam l'amor da un lato.


SOPRA UN CERVELLO bizzarro e sventato


Mirate che cervello

Sta sotto il mio cappello,

E quanta sprezzatura

Mostra la mia bravura,

E qual bizzarro aspetto

Porg' il mio vago aspetto,

Ch'ogn'una che mi mira

Per me piange e sospira,

Io ne sto al bel Narciso

E al suo leggiadro viso,

Adon e Ganimede,

E chi di me si crede

D'esser più bello e vago,

E se le donne impiago,

E s'io le fo morire,

Costei vel potrà dire.


LA DONNA RISPONDE, mezza sdegnata


Non gir altiero tanto,

E non ti prender vanto,

Il mio profumatello,

D'esser sì bello e vago,

Né tanto delicato

Che manco sei stimato

Assai che non ti credi,

Se ben con l'occhio il vedi

Che non fingian morire

E per tuo amor languire,

E poi di te ridiamo,

E dietro ti burliamo.

Credi tu meschinello

Di coglierci al ciambello,

Con quel collare adorno

Che gira un miglio intorno?


IL FINE