SBANDIMENTO

ESAMINE E PROCESSO

del fraudolente, insolente e prodigo Carnevale,

con la rinuncia ch'ei fa, avanti che faccia

partenza di questi nostri paesi,

il qual è bandito per un anno e secondo

che parerà a i suoi maggiori.


AL MAGNIFICO M. SALVESTRO ALBINI,

amico suo honorando.

Per parte e comandamento delli nostri signori tutori dell'inclita città di Panizza, si fa intendere a ciascheduna persona, così maschio come femmina, di qual sorte e conditione esser si voglia, come in questi paesi è gionta Madonna Quaresima, quale per sua humanità, bontà e cortesia si è offerta di mantenere tutta la nostra città ed il nostro contado abbondante, e farlo magramente trionfare con luzzi, tenche, sardelle, anguille, chieppe, passere, barbioni, chavedegni, trute, lamprede, carpioni, storioni, schenali, morone, caviaro, bottarghe, anchiove, granzele, gambari, gambarugi, rane, ranotti e lumache, ed il simile per far minestra, fava, fagiuoli, ceci, cicerchia, lenta, panicho, miglio, rave, e di tutto quello che si potrà havere per la fortifica famiglia, videlicet aglio, porri, cipolle, scalogne, ravanelli, remolazzi. Item, noce, mandole, castagne, ranzada, codognada, torrone, copeta, uva secca, uva verde, ansari, pastinache, fichi, radicchi, spinazi, cappari, lupini, taratuffi, anesi, finocchi, olive, cedroni salati, lattuga, menta, ruta, dragoncini, artichiocchi, sparasi, borragine, bieta, e molt'altre cose simili: e questo intendemo essere a nostro buon proposito, e l'havemo accettata appresso di noi per quarantesei giorni, procedendo con ogni vigore di giustitia contra il delinquente e squaquarante Carnevale, figliuolo di messer Bacco dal Boccale, della città di Leccaria, leccardo, pappardo, trincatore, bevitore, pappatore, diluvione, sguslone, con mille ghiottonarie, leccarie, papparie, tracannarie, rubarie, golosità ed ogni sorte di malitie, quale ha in tutto il tempo della sua leccarda e squaquagliosa vita scientemente e dolosamente e pensatamente, con ingrassato animo e bisunta volontà, ha havuto in odio i beni de gli huomini, dove che da noi, nelle nostre leggi, decreti, statuti, ordini, conditioni, non contento nelle predette cose, il prefato mariolo Carnevale, anzi male a male aggiungendo, stando sempre in male e pessimo proposito, con scavezzoni, papparoni e squaquaroni, huomini della leccarda vita a lui sottoposti, ha comandato che mai per alcun tempo non facciano se non pensieri mangiativi, tracannativi, diluviativi, cioè mangino e devorino pavoni, fagiani, starne, pernici, capponi, piccioni, tordi, tortore, quaglie eccetto che le lombarde, anitre, oche, salzizzoni, torte, tartare, polpette, fegatelli e figadetti, tortellli, mortadelle, formaggio, ove ed altre sorti di carne e robe morbide, contro a ogni honesto e buon costume, con dishonesto appetito e sfrenata volontà, conducendo quegli alle taverne, hostarie, bettole, pelagatterie, baratterie, e altri simililuoghi squaquarativi e trincativi, contra li nostri salutiferi statuti e decreti, però conoscendolo huomo malvagio, disonesto, ladro, mariolo e di pessima vita, tanto più al presente havendolo esaminato ed havendolo ritrovato di gran malignità sopra questo perfido ef insatiabile huomo,e d inteso il tutto del suo disordinato vivere, lo giudicano che sia sbandito di questi nostri paesi per quarantasei giorni, dove lui ha fatto libera rinoncia, ed ha lasciato il suo parentado ricco con poca entrata. Evviva madonna Quaresima!


Qui comincia la sua re-

noncia e donatione.


Il suo baghetto di Giulio e la sua baga

Ei lassa a Iolcader per la sua paga.


Item, lassa a quei che non han sonai,

Che i faccia la moresca per i bai.


Item, la padella, il spiedo e la catena,

Lasso a i leccardi, per trarli di pena.


Item, la grattarola e 'l mescolo forato

Lassa a più stretti del suo parentato.


Item, il suo bottazzo e 'l suo fiascone

Ei vuol che l'habbi il suo messer Taccone.


Item, comanda che 'l suo pellizzone

Sia dato al suo fedel messer Merlone.


Item, ei lassa che la sua scarsella

Ch'è piena di ducati, alla più bella.


Ite, comanda che tutte le putte

Si faccin belle, per non parer brutte.


Item, acciò che 'l vin non faccia male

Se non ha bicchier, bevi con il boccale.


Item, ei vuol che sia hereditato

Ogn'un che dal taier s'è allontanato.


Item, ei lassa a quelli da Bagnol

Che si parti tra lor sto panirol.


Item, la sua cappa e 'l suo mantello

Ei vuol che l'habbia il suo caro fratello.


Item, quelle calzette di camozza

Le lassa alla sorella di Micozza.


Item, tutti i suoi strazzi e bisazz,

Ei vuol che sia herede il suo bottaz.


Volendo adunque che questo suo ultimo codicillo e sua ultima volontà, qual vaglia e regni per ragione di pubblico instromento, e se non valesse per ragione di spupilatione, vaglie e regni per ragione di donatione, in causa di morte e per ogni altro miglior modo e zaccara; cassando e revocando ogni altro instromento e ultima volontà se da qui in dietro ne havesse fatto qualchun'altro, e questo è stato ordinato per il detto Carnevale stando alla pignatta, e alla padella a rugare, e pubblicare per me Notaro in mense dell'anno millesimo, sessagesimo, settimo, inditione die vigesima mensis Ianuarij, testes presente, videlicet Ridolfo de pochi pagni del Friuli, Magnaferro da Leccaria, Taiacantoni de' Papponazzi, Spezzagambe da Cigoli, Piccinin da sette ghidi da Muscafoli, Biti da Borcadol e messer Fachet da Oriran, testimoni rogati, tutti habitatori della città di Leccaria, huomini rognosi, tignosi, scrofolosi, e di tanta poca fede che con il pegno in mano non se gli crede.


Ah i maroni, i bei maroni!

Chi ne vuole accomperare

Ne darem de' grossi e boni,

A i maroni,

A' bei maroni.

I maroni ventosi sono,

E gonfiare il ventre fanno,

Se i son cotti, è pasto buono,

E buon nutrimento danno.

Gli serbiamo tutto l'anno,

E vendemo a' tempi suoi,

Ogn'un ne conserva poi

Per tenerli a i parangoni.

A i maroni,

A' bei maroni.


IL FINE