SCALA

QUADRAGESIMALE

sopra tutti i giorni di Quaresima

fin al terzo di Pascha.


Opera divota per l'anime christiane

ALLA SPIRITUALE

E DEVOTA

Madonna Orsolina Riatti.


Veramente si vede che tutti quelli che temono il Signore Iddio e che osservano i suoi santi precetti, abbondano di tutti i beni e di tutte le consolationi, e le case loro sono ripiene di tutte le divitie, né solo essi hanno la beneditione del Signore, ma tutta la loro generatione partecipa e gode delle sue sante gratie, sì come chiaramente si vede in voi, che per lc ontinue orationi, il frequentari i sacri templi, l'udire le sante prediche e gli divini officij e fare altre opere pie, havete sempre havuto la casa vostra piena non solo di beni spirituali, ma de' temporali anchora, e ricevuto gratie singolari da Dio, poi ché, essendo nata, può dirsi, più tosto sotto bassa fortuna che altro, havete impetrato gratia dalla divina bontà di havere poste e collocate le figlie in così nobili ed honorati monasteri, ne' quali le buone cittadine, e anche quasi le genildonne, durano fatica a poter entrarvi, se non portano con esse convenienti dote, ed ivi sono honorate e riunite quanto le prime che vi siano. Parimente, havete il figliuolo, il quale ogni dì va crescendo d'honore e di riputatione, havendo egli, per le sue nobili qualità e meriti suoi, acquistato fin ad hora la gratia de i primi prencipi e signori che hoggi vivano, da' quali di continuo ne porta ricchi presenti e segnalati favori ricevuti, e dalla maestà del serenissimo re di Polonia, e da altri signori e prelati di quel regno, e tutto questo si può credere sia concesso a lui dalla divina mano, per mezzo delle vostre devote operationi, sì che hoggi la casa di D. Antonio Riatti è fatta, quasi può dirsi, albergo di felicità e recettacolo di virtù, poi che da' più virtuosi di questa città vien di continuo frequentata, essendo egli magnifico e liberale con tutti i suoi amici, come si vede. Mosso dunque io dalle suddette cause, vengo hora ad appresentarvi e dedicarvi questa mia operetta Quadragesimale, tenendo per fermo e sicuro che, meditando voi continuamente le parole evangeliche, le quali dalle risonanti trombe dello Spirito Santo intuonano l'orecchie christiane, verrete a fare commemoratione di giorno in giorno sin' alla santa Pascha di questa mia devota e spirituale compositione. Accettatela dunque con animo grato, sì come io a voi la porgo di cuore, e me fate partecipe delle vostre orationi e vivete felice.

Di Bologna il dì 26 di Febbraro 1603.


Per honorarvi sempre


Giulio Cesare dalla Croce.

ARGOMENTO


Questa è la scala, che di giorno in giorno

Con gli alti gradi del Vangelo Santo,

Chi su vi saglie fa di gratie adorno,

E guida u' si sta sempre in festa e canto.

Lascia dunque il peccato, e fa ritorno

Oh huomo, al buon Giesù che t'ama tanto,

E ne la mente ti sovvenghi homai

Che sei di polve, e 'n polve tornerai.



Grado primo.

Mercordì.


L'hipocrisia riprende in ciascheduno

Christo, e insegna il vero modo a tutti

Di gir formando un vivo e ver digiuno,

Lasciando i vitij abhominosi e brutti;

Indi scopre i Misteri ad uno ad uno,

Ch'a noi apportan gloriosi frutti,

Così col primo grado ne dimostra

Come si poggi a la superna chiostra.


Grado secondo.

Giovedì.


Vedi orar pel suo servo il centurione,

E con questo al fanciul la vita ottiene,

Quindi impari a formar l'oratione,

La qual da Dio gratia a impetrar ne viene,

Che, come l'humiltà placa il leone,

Così con Christo humil esser conviene,

Send'ei quel gran leon potente e forte,

Trionfator del mondo e de la morte.


Grado terzo.

Venerdì.


T'esorta amar il prossimo e t'insegna

L'ormne seguir de le virtù divine,

E come fra le Gratie la più degna

E' l'alma Carità, la quale al fine

Al sommo thron n'adduce, u' vive e regna

Il re dell'alme eccelse e pellegrine,

In quella santa patria alta e lucente,

Ove si loda Christo eternamente.


Grado quarto.

Sabato.


Sbattuta vien l'afflitta navicella

Da l'onde prave e da' superbi venti

E i santi pescator che sono in ella

Smarriti stanno, mesti e mal contenti,

Ma placata ne vien l'empia procella

Da chi pon legge al cielo e a gli elementi,

Così, chi in Dio tien sua speranza viva

Sicuro al porto di salute arriva.


Grado 5.

Domenica prima.


Vassen Christo a combatter nel deserto

Col regnator de la perduta gente,

E col lungo digiun dimostra aperto

Ch'esso è Figliuol di Dio, forte e potente;

Convinto il tentator nel gran concerto

Confuso fugge, a la città dolente,

Resta il gran vincitor indi, e vien poi

Amministrato da gli angeli suoi.


Grado 6.

Lunedì.


Ecco Christo al Giuditio Universale

E col successo de' buoni e de' rei

Insegna come dee fuggirsi il male,

E quanto in tua salute operar dei,

Ch'a i buon dirà su l'alto tribunale:

Venite, benedictis Patris mei”,

A gli empi che son degni de l'inferno:

Andate maladetti al foco eterno”.


Grado 7.

Martedì.


Entra ne la cittade e trova il tempio

Del Padre pien di rei profanatori,

E con la sferza porge grave scempio

A gli usurari e falsi cambiatori,

Getta per terra i banchi, e 'l popol empio

Col flagello e co 'l grido scaccia fuori,

Ché l'albergo di sante orationi

Far non si dee spelonca de ladroni.


Grado 8.

Mercordì.


Con l'esempio di Giona, addita a tutti

E col riprender scribi e farisei,

Quai sian di penitenza i dolci frutti,

E qual supplicio fia parato a i rei.

Però, se vuoi cavar altri construtti

Ogni tua speme in Christo poner dei,

Poi che, con chiari esempi e santi detti

Infiamma del suo amor i nostri petti.


Grado 9.

Giovedì.


Ottien la cananea, per la figliuola,

Dal Signor la salvezza, e quivi impari

CH'in Dio dev'esser la tua fede sola,

E in ei rimetter tutti i tuoi affari,

Ch'egli è quel che n'aita e ne consola,

E può dar fine a i nostri pianti amari,

Anzi, con la potenza sua infinita

A te, se morto sei, può dar la vita.


Grado 10.

Venerdì.


A la piscina il vecchio infermo sana,

Qual il etto u' giacea porta per segno,

Mira, che senza Christo ogn'opra è vana,

Né senza lui riesce human disegno;

Hor, se far vuoi la tua conscienza sana,

Entra nel bagno, peccator indegno,

De le lacrime tue, del tuo dolore,

E queste sian piscina del tuo core.


Grado 11.

Sabato.


Saglie il Tabor, ed ivi glorioso

A tre de' suoi si mostra il re del cielo,

E quel che fino allhora stato ascoso

Era a lor occhi sotto oscuro velo

Scopre, e con raggio chiaro e luminoso

Più assai di quel del gran signor di Delo

A i dua gran padri de l'antica gesta

La sua divinità fa manifesta.


Grado 12.

Domenica seconda.


Mentre sta il mio Giesù transfigurato,

Apertamente scopre il gran mistero

Per cui a prender carne era mandato

E a patir tanto oltraggio acerbo e fiero,

E come il terzo dì sia suscitato,

E dopo haver spogliato il basso impero

Salirà al ciel fra l'angeliche squadre,

Sedendo in gloria a la destra del Padre.


Grado 13.

Lunedì.


Scioglie il dubbio a quel popol ostinato,

Mostrando che dal Padre venut'era

Per condur su nel regno alto e beato

Chiunque esser volea de la sua schiera.

Fa udir la sua parola in ogni lato,

E promette salute a chi in lui spera,

Così indur cerca a la sua santa legge

Le pecorella del smarrito gregge.


Grado 14.

Martedì.


Gli abusi danna e biasma i malfattori,

E scopre a stolti scribi e a farisei,

Quali esser denno i sudditi e i signori,

Ma poco il suo parlar curan gli hebrei,

Anzi d'ogn'hor via più liti e rumori,

Muovono contra lui gli empi giudei,

E cercan di fargli oltreggio e danno,

Ma potestà sopr'esso unqua non hanno.


Grado 15.

Mercordì.


Va pe' suoi figli a chieder gradi in terra

Una madre, e da Christo hoggi s'impara

Che ne l'ambition regna la guerra,

Onde a Dio tal domanda è poco cara,

Però, vil' huom, che sei nato di terra,

Humiliati a colui che ti dichiara

Qual cosa in terra desiar più dei,

Per haver su nel ciel palme e trofei.


Grado 16.

Giovedì.


Col vivo esempio del ricco dannato

Ch'al povero negò sussidio in vita,

Poi giù nel basso centro condennato

D'un poco d'acqua brama haver aìta,

Scopre l'horrendo e miserabil stato

Del peccator, e ad emendar l'invita

Mentre di ben oprar tempo si trova,

Che 'l pentir dopo morte più non giova.


Grado 17.

Venerdì.


Piantata dal padron vien la gran vigna

E ne raccoglie discortese frutto,

Onde minaccia la gente maligna

Che 'l proprio Figlio a morte gli ha condutto,

E a nuova nation, ma più benigna,

Promette dar l'heredità del tutto,

E fare i fidi suoi agricoltori

De la vigna del cielo habitatori.


Grado 18.

Sabato.

Ecco il prodigo giovane, che torna

Al caro padre, ed ei lieto l'accoglie:

Quindi mostra che l'huom, il qual soggiorna

Nel vitio un tempo, e poscia se ne scioglie,

E che pentito ad emendar ritorna

La vita sua, le sue sfrenate voglie,

Humiliandosi a Dio clemente e buono

Ritrova sempre in lui gratia e perdono.


Grado 19.

Domenica terza.


Discaccia il re del baratro infernale,

E a simil segno mostra chiaramente

Com'egli è il gran motor universale,

Onde d'intorno poi cridar si sente:

Beato fia quel santo ventre il quale

T' ha portato”, ed ei soavemente:

Beato ch'ode il Verbo del Signore

E lo conserva dentro del suo core”.


Grado 20.

Lunedì.


Col riprendere sua patria sconoscente,

Qual cerca haver da lui prodigi e segni,

Mostra quanto perversa hoggi è la gente,

Cagion che Dio con noi spesso si sdegni,

Però, chi lui vuol ritrovar clemente,

Col piè le sue sant'orme osservi e segui,

Acciò ch'a noi come a quel popol empio

Non si nasconda, ed eschi fuor del tempio.


Grado 21.

Martedì.


Insegna co'l corregger questo e quello

Un atto ver di caritade ardente,

E come amar si deggia il suo fratello,

Con puro core, e con sincera mente,

Però non isfodrar il tuo cortello

Contr'esso, poi che Christo omnipotente

Non sol perdona a chi lo prende e lega,

Ma ancor per sua salute il Padre prega.


Grado 22.

Mercordì.


Biasmano i scribi la scuola di Christo

D'immonditia di mano, e lor son rei,

Qua vien dannato il maldicente e 'l tristo,

Però non imitar gli stolti hebrei,

Ma, se de l'alto ben vuoi far acquisto,

Mostra con l'opre che Christiano sei,

E sopporta le ingiurie in patienza,

Che sempre in Dio ritroverai clemenza.


Grado 23.

Giovedì.


La suocera di Pietro vien sanata

Solo a la vista del gran re superno,

E, nel pristino stato ritornata,

Né più aggravata vien da duolo interno.

Mira dunque e contempla qual sia stata

Sempre la carità del Verbo eterno,

E cerca di sanar l'anima tua

S'al fin vuoi posseder la gloria sua.


Grado 24.

Venerdì.


Converte Christo la samaritana,

Al fonte di Giacob, e mostra a tutti

Che 'l gustar l'acqua è cosa sciocca e vana

Che forma questi bassi e amari flutti,

E trahe la sete a chi ha gli labbri asciutti,

Però corriamo al fonte di sua gratia

Che 'l cor d'amor divin nutrisce e satia.


Grado 25.

Sabato.


L'adultera accusata vien assolta,

De l'error suo pentita, e qui si scopre

Che nostre emende il Signor vede e ascolta,

E giudica ciascun secondo l'opre;

Però chi a lui con humiltà si volta,

Sotto 'l suo scudo ei lo difende e copre,

E quindi mostra manifestamente

Che sempre trova gratia chi si pente.


Grado 26.

Domenica quarta.


Satia ben cinque mila e più persone

Christo, sol con dua pesci e cinque pani,

Poscia dodici coffin ne ripone

Ch'avanzar loro, su i monti soprani,

Ecco la gratia sua ch' a ogni stagione

Multiplicata vien da le sue mani,

Con la soprabbondante caritate

A chi siede sul fien de l'humiltade.


Grado 27.

Lunedì.


Del tempio scaccia i perfidi mercanti

Col suo flagello, e getta sotto sopra

Le lor botteghe e i banchi tutti quanti,

Né vuol che ne la chiesa alcun s'adopra

In cosa vile, e a chi gli offici santi

Sprezza, castigo dà secondo l'opra,

E colui che non cura il divin rito

Severamente vien da Dio punito.


Grado 28.

Martedì.


S'ammirano i giudei de la dottrina

Che predicando sparge il Salvatore,

E ciascun per udirlo s'avvicina,

E n'hanno meraviglia e gran stupore,

E la parola sua, santa e divina,

A gran parte di quelli infiamma il core,

E assai di lor confessan ch'egli sia

Vero figliuol di Dio, vero Messia.


Grado 29.

Mercordì.


Il lume dato viene al cieco nato

Da Christo, con la terra e con lo sputo,

Quindi mostra ch' aprir l'occhio al peccato

Dèi, peccator ingrato, e del perduto

Tempo pentirti, e pianger il tuo stato

Sapendo che in disgratia sei caduto

A Dio, per i tuoi falli iniqui e stolti,

Ma anchor ti salavarà, s'a lui ti volti.


Grado 30.

Giovedì.


Dà la vita al defonto adolescente,

E lo rende a l'afflitta e cara madre,

Quindi comprender puoi, quanto potente

Ei sia, poi che de l'ombre oscure ed atre

Può trarti, e su nel ciel alto e lucente

Darti riposo fra le sante squadre,

Perché a venir nel mondo sol fu eletto,

Per darne vita, e non per altro effetto.


Grado 31.

Venerdì.


Lazzar risorger fa quattriduano,

E del sepolcro il tira, e gli dà vita,

Con gran stupor di quel popol insano

Che mira la potenza sua infinita.

Con sì gran segno mostra chiaro e piano

Ch'a risorger in gratia di Dio t'invita,

Però fuor esci, oh peccator, homai

Di tanti errori in cui sepulto stai.


Grado 32.

Sabato.


Dice ed afferma esser la luce vera

Il Signor nostro, che dà lume al mondo,

E che sol salva chi in lui crede e spera,

Chi fa il contrario, danna nel profondo.

Pieno il cor resta, a quella turba fiera,

D'ira e di rabbia, e va fremendo a tondo

E sputa verso lui veleno e foco,

Ma contra Dio l'human poter val poco.


Grado 33.

Domenica quinta.


Predica Christo al popol ostinato

La verità, né quel vuol ascoltarlo,

Ma, tutto d'odio e di disdegno armato,

Prende le pietre in man per lapidarlo;

Così fai tu, oh peccator ingrato,

Che mai non resti di perseguitarlo

Onde, per l'opre tue brutte ed immonde,

Da gli occhi tuoi si leva e si nasconde.


Grado 34.

Lunedì.


Per prender il Signor mandati sono

I rei ministri, ed essi restan presi

Da la parola sua, dal dolce suono

De' suoi precetti santi, i quai palesi

Esso gli fa, tal che di tristo in buono

Cangian l'animo lor, né d'ira acesi

Più son contr'esso, ma ad udirlo stanno,

E gloria senza fine e honor gli danno.


Grado 35.

Martedì.


Nega d'andar Giesù nella Giudea,

Poi vi và di nascosto, e qui ne mostra

Che non si deve ove si agente rea

Andar a far di sé palese mostra.

Tu dunque, oh christian, che ne l'idea

Porti solpita ogn'hor la fede nostra,

Seguita Christo in tutti i tuoi effetti,

Ch ein lui son tutti i ben, tutti i diletti.


Grado 36.

Mercordì.


Dice il Signor, che chi i suoi detti osserva

Esaltato sarà ne l'altra vita,

E chi i precetti suoi nel petto serva,

Su nel regno del ciel farà salita.

Pensaci dunque, e questo in te conserva,

Né ti scostar da sua bontà infinita,

Poi che sì largo campo ti prepara

E ti dà del tuo ben caparra ed ara.


Grado 37.

Giovedì.


Ai piedi di Giesù la peccatrice

Si getta, e i piè di lacrime gli lava:

Ecco la penitenza che, felice,

Fa il peccator, e da le man lo cava

Del demon rio; tu dunque la radice

Del vitio spianta, e se ti punge o grava

La tua conscienza, corri a piè di Christo,

Che de la gloria tua farai acquisto.


Grado 38.

Venerdì.


Fanno gli hebrei consiglio e Caifa iniquo

Profetizza che un huomo dè patire

Per tutti, e con pensier falso ed obliquo

Concludon che sol Christo ha da morire.

Hor tu che dormi nel peccato antiquo,

Svegliati, e pensa che pel tuo fallire

Vien condennato, con tormento atroce,

Il tuo Signor al legno de la croce.


Grado 39.

Sabato.

S'ode Christo dal ciel glorificare

E da le turbe in terra riverire:

Qui mostra che da noi magnificare

Si deve, come eccelso ed alto sire,

Abbasarsi humilmente, ed adorare

Suo santo nome, se voglian fruire,

Dopo che l'alma sia spirata in noi,

La gloria eterna con i santi suoi.


Grado 40.

La Domenica delle Palme.


Ne la cittade santa il Creatore

Trionfa, ed ode con soavi canti

Cridar “Osanna!” e “Viva il Savatore!”,

E sotto i piedi suoi stendere i manti;

Tu dunque, se non vuoi del gregge fuore

Di lui uscir con gl'altri a lui innanti,

Forma sant'hinni, e rende gratie ed hora

Che di sua passion s'appressa l'hora.


Grado 41.

Lunedì santo.


Siede in Bethania ad una ricca mensa

Di due sorelle, e pretiosi unguenti

Una di quelle a i piedi suoi dispensa,

Onde n'ha Giuda al cor gravi tormenti,

E freme entro sé stesso, e vender pensa

A quelle turbe false e mescredenti

Il suo dolce Signor santo e benigno,

Per avaritia il traditor maligno.


Grado 42.

Martedì santo.


Hai da Marco il successo di sua morte,

Acciò possi pensar la notte e 'l giorno

Il suo duro patir, acerbo e forte,

E far piangendo a lui col cor ritorno;

Hor, se brami con esso entro le porte

Del paradiso entrar, e farti adorno

De la sua gloria, e starvi eternamente,

Battiti il petto e chiamati dolente.


Grado 43.

Mercordì santo.


Da Luca il terzo de gli suoi scrittori,

Con mesto stile a meditar t'invita

La croce, l'aspra morte e i gran dolori

Di Christo, sol per darti eterna vita,

Però a' piedi di quella con clamori,

Di pietà pieni e con mente unita

A le devotion fa uscir in tanto

Dal petto aspri sospir da gli occhi il pianto.


Grado 44.

Giovedì santo.


Dona in cibo il suo corpo e i sacramenti

Ordina, e i piedi suoi lava per dare

Esempio d'humiltade a noi credenti,

E ne la caritade ammaestrare.

Indi, scopre le pene e i gran tormenti

Che sopportar convien, per noi salvare,

Ed humil si prepara in tal supplicio

Qual puro agnello andare al sacrificio.


Grado 45.

Venerdì santo.


A pianger caldamente sei chiamato

Nel dì che 'l suo morir il tutto piange:

Ecco la luna, e 'l sol tutto oscurato,

Ed ogni cosa si tormenta ed ange.

Ecco del tempio il gran velo spezzato,

La natura patisce e par che cange

Il ciel la faccia, e fin del centro il fondo

Langue, al morir del Redentor del mondo.


Grado 46.

Sabato santo.


A seppellire il vitio santa chiesa

T'invita, hor ch'è sepolto il tuo Signore,

Però cammina a la celeste impresa,

E solleva la pietra del tuo core,

Con pensier fermo di non far offesa

Mai più, per tempo alcuno, al Creatore,

Ma seco rinnovar gli giorni tuoi

Mentr'ei ti chiama e fin che far lo puoi.


Grado 47 ed ultimo.

Domenica di Pascha.


Ecco risorto il Creator del tutto,

Con il vessillo de la gran vittoria,

Ecco l'empio Sathan vinto e distrutto,

Ecco la santa Pascha per memoria

Ecco 'l limbo spogliato, acciò ridutto

Sia il primo Padre a la superna gloria,

E cavato de' suoi lunghi pianti,

Con tutti gli altri patriarchi santi.


Seguita.


Ecco, glorioso e trionfante,

A la sua cara madre apparir pria

A Maddalena, a Pietro, e a tutte quante

L'altre sue genti, come ver Messia,

A Tommaso mostrar le piaghe sante,

E consolar i pellegrin per via,

Dar la pace a i discepoli e far quanto

A noi rapporta l'Evangelio santo.


Conclusione.


Hor che salita sei, alma divota,

Al sommo de la scala trionfale,

Fa che la mente tua resti remota

Da i vicij, e sappi che caduca e frale

E' questa vita, e d'ogni gaudio vuota,

E che 'l sperar in Dio sol giova e vale,

Però con lui ti lasso, e vo' pregarti

Ne la sua santa gratia conservarti.


IL FINE